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AI: tra skill issue e futuro universale

L'AI ti rende più veloce, ma ti svuota il cervello? E se il futuro fosse un reddito universale finanziato dalle tech giant?

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AI: tra skill issue e futuro universale

Allora, parliamoci chiaro. L'intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite come un uragano di efficienza, promettendo di renderci tutti supereroi del productivity. Solo che, a quanto pare, c'è un piccolo dettaglio: alcuni iniziano a sentirsi un po' meno "sé stessi" nel processo. Il tizio su r/artificial che lamenta come ChatGPT lo abbia reso più veloce, ma gli abbia anche fatto fare un downgrade al suo pensiero critico, non è un caso isolato. È la sensazione di molti che, delegando decisioni e ragionamenti all'AI, stiamo lentamente perdendo quella "skill" fondamentale che ci rende umani e, diciamocelo, anche più bravi a fare il nostro lavoro. È un po' come usare il navigatore per andare al supermercato dietro l'angolo: arrivi, sì, ma poi non sai più tornare indietro senza assistenza.

Il Game della Conoscenza è Changing

E non è solo il nostro pensiero a essere sotto attacco. Pensa a come creiamo e consumiamo conoscenza. Fino a ieri, il web era il nostro big brain collettivo, un'enciclopedia digitale. Oggi, tra i chatbot che droppano risposte apparentemente perfette e le revisioni AI di Google, il concetto di "creazione di conoscenza" sta subendo un update epocale. Il rischio è che le piattaforme che hanno definito l'internet come lo conosciamo, soprattutto in termini di articoli e contenuti informativi, vengano sommerse da un mare di contenuti generati automaticamente, potenzialmente meno accurati o semplicemente un riassunto low-effort del già esistente. Il problema non è l'AI in sé, ma come potrebbe alterare il delicato ecosistema della verità e dell'informazione, con ripercussioni serie sulla democrazia. Se tutto diventa un'eco della stessa fonte AI, dove finisce il pensiero originale?

Codice, Chiama Codice: Il Futuro dei Devs?

Parliamo di codice. C'è un dibattito acceso tra gli sviluppatori: "Sarò costretto a passare il resto della carriera a revisionare codice generato dall'AI?". L'automazione nel coding è pazzesca, certo. Strumenti come GitHub Copilot sono già una realtà. Ma questo significa che il lavoro del developer si trasformerà in un continuo "debug di bot"? L'idea è che l'AI possa gestire le task più ripetitive e noi ci concentriamo sulla pura architettura e sulla risoluzione di problemi complessi. Però, la paura è che la curva di apprendimento si appiattisca, rendendo meno cruciali certe skill che prima definivano un buon programmatore. È un po' come se un chirurgo dovesse solo supervisionare un robot che opera: la mano e l'occhio umano diventano meno importanti? Potrebbe essere un "skill issue" per la vecchia guardia, o una semplice evoluzione del mestiere.

L'AI Costa. O Forse No?

E qui arriviamo al succo del discorso economico, che è forse la parte più interessante e allo stesso tempo preoccupante. Il CEO di Anthropic, uno dei big player nel campo dell'AI, ha lanciato una proposta che sa di fantascienza: tassare le aziende AI per finanziare un reddito universale. L'idea è che, con l'automazione che avanza a passo spedito, molte persone potrebbero trovarsi senza lavoro. Un reddito di base universale (UBI) potrebbe essere la soluzione per evitare un disastro sociale. E poi c'è la bomba: le nostre bollette per l'AI sono sussidiate. Sembra assurdo, vero? Ma chi costruisce questi modelli, come OpenAI, sta perdendo soldi anche sui piani business. Questo significa che il prezzo che paghiamo oggi non è il vero costo. Quando questi sussidi finiranno, o quando le aziende AI decideranno di far pagare il prezzo reale, preparatevi a un bello scossone. La domanda è: saremo pronti a gestire le conseguenze di un'AI così pervasiva e costosa, specialmente se il lavoro umano verrà drasticamente ridimensionato?

Il Take Finale: Sii il Main Character, non la Comparsa

Insomma, l'AI ci sta pushando a una velocità incredibile. Ci rende più efficienti, ma rischia di renderci meno pensanti. Ci promette un futuro di codice generato automaticamente, ma ci fa interrogare sul valore della creatività umana. E ci fa pensare a scenari economici radicali come il reddito universale. La verità è che siamo nel bel mezzo di una rivoluzione tech che non perdona. Non possiamo permetterci un "low effort" nel capire cosa sta succedendo. Dobbiamo essere i "main character" della nostra storia, non semplici spettatori o, peggio, comparse controllate da un algoritmo. Studiare, adattarsi, capire i nuovi strumenti, sì, ma senza mai dimenticare chi siamo e perché facciamo quello che facciamo. Altrimenti, rischiamo di ritrovarci più veloci, ma svuotati. E quella, amici miei, non è una vibe che ci piace. È un "boomer move" quello di pensare che le cose rimangano come sono.

Fonti

  • AI makes me faster. And less myself...
  • concern about how ai will change knowledge creation and democracy
  • Anthropic CEO Floats Tax on AI Firms to Fund Universal Income
  • Am I going to spend the rest of my career reviewing AI generated code?
  • Our AI bills are subsidised, and I don't think many people have priced in what happens next